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IL
MUSEO
Il
Museo, unico in Europa con il Deutsches Diabetes Museum, è un
mini-museo privato, interattivo per quanto possibile, nato da tre
circostanze, al solito fortuite e concatenate.
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Quaranta
anni dedicati ai diabetici, presso il primo reparto italiano
specializzato, fondato nel 1936 da Catullo Fiorio (1903-1986)
all'Ospedale Maria Vittoria di Torino. Fiorio era stato allievo di
Friedrich Umber (1871-1964), ultimo epigono della berlinese scuola
di Theodor Frerichs (1810-1885). È naturale che si siano costituite
collezioni di documenti e strumentazioni, oggi nel loro nuovo ruolo
di beni culturali.
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L’incontro,
sempre all'Ospedale Maria Vittoria, con Renato Bèttica (1912-1998),
storico della medicina, che mi ha trasmesso il suo modello
epistemologico umanistico, soprattutto per la acquisizione di una
biblioteca mirata, via via accresciuta. Oltre a fondi di storia
della medicina ospedaliera e della psichiatria.
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La
mia vita, dal 1953, con Karen Böcher
(1929-1975), amica con la famiglia del famoso Hans Christian
Hagedorn (1888-1971) a Hellerup - Copenaghen. La "disperazione
consapevole" (S. Kierkegaard) per la morte di Karen, mi ha dato
"la possibilità"di un Centro di Diabetologia Karen Bruni
Böcher
(1975), che si ispirasse alla presenza di quel nome.
Il
Museo che è risultato, nel 1984, da queste coincidenze può ora
raccontare una storia medica, psico-sociale e intellettuale del diabete,
inteso non solo come malattia di antica speculazione ma come condizione
esistenziale. Le prove del passato per i miraggi del futuro e le parole
del presente, con la debita quota di mistero da esplorare.
Il
Museo è aperto al diabetologo, medico o paramedico, per integrare le
attività correnti o magari muovere nella ricerca storica; e anche al
diabetico, per misurare gli innegabili progressi verso una pensabile
cura risolutiva.
Bruno
Bruni |