IL MUSEO - Le origini - pag.4

   

Nell'autunno 1953 Bruni incontra all'Ospedale Maria Vittoria, dove è appena giunta per introdurvi la nuova specialità, subito dopo la tragica epidemia poliomielitica del 1952 a Copenaghen, la fisioterapista danese Karen Böcher di Charlottenlund: Karen Bruni Böcher, il 28 settembre 1955, a Valsalice, celebrante il salesiano Don Bonello.

E' un vero "coup de foudre", l'avvenimento ("sensazionale", per quegli anni Cinquanta del locale dopoguerra italiano) che porterà al Museo, nell'imprevedibilità di un romanzo.

Karen conosce, a Hellerup, Onsgaardsvej 12,  la famiglia di Hans Christian Hagedorn , primo produttore europeo di insulina nella cantina di casa, poi ideatore della prima insulina-ritardo: la moglie di Hagedorn, Marie Stavnstrup, era stata compagna di scuola - a Herning - della mamma di Karen. E' con questa facilitazione che, da Hyldegaardsvej 56 , Karen ci introdurrà nella diabetologia danese: al Niels Stensens Hospital di Gentofte conosceremo Jacob Poulsen e al Hvidöre Hospital di Klampenborg stringeremo una buona amicizia e una vivace collaborazione con Mogens Jersild. E da allora, Karen batterà infinite volte la parola diabete sulla sua Olivetti lettera 22, in tutti gli idiomi, con ineguagliabile talento linguistico.